AL VOSTRO SERVIZIO

Sicuramente vi sarà capitato, almeno una volta nella vita in una particolare situazione, di desiderare o necessitare di una strada, un ponte...una casa!Da oggi il servizio della P.I.A. è disponibile in ogni momento per realizzare i vostri desideri, le vostre necessità creando all'istante, in qualsiasi luogo vi troviate, l'oggetto architettonico che più fa al caso vostro.

mercoledì 17 novembre 2010

COM'E' BELLA LA CITTA'...


Sto per uscire a comprare un biglietto dell'autobus, direzione Istanbul...
mentre prosegue il mio prendere possesso della città. Me ne accorgo dal fatto che le distanze tra casa e mercato, tra mercato e spiaggia e tra spiaggia e casa, si riducono ogni giorno di più.


La settimana scorsa mi sono incontrato con uno studente di qui con l'obiettivo di aiutare un suo amico pittore a sbarazzarsi di un vecchio forno. Così ci siamo ritrovati in strada, ognuno di noi con agganciato alle falangi uno spigolo di lamiera, in una direzione a me sconosciuta. Dopo soli venti metri, ci sfreccia accanto pedalando a tutta forza uno zingaro in tuta blu da meccanico e ci si inchioda di fronte sbarrandoci la strada. Le sue intenzioni ci sono parse subito chiare, così i miei compagni, dopo aver scambiato qualche battuta e lui averci mostrato tutti i suoi denti d'oro per la felicità, mi hanno fatto segno di abbandonare all'istante il vecchio elettrodomestico, che in quell'istante aveva trovato un nuovo padrone. Allontanandoci, ho osservato ancora per qualche secondo le operazioni del ciclista: recuperati degli attrezzi da uno scatolone legato alla bicicletta, è iniziata la forsennata fase dello smontaggio, così da poter ritornare al suo villaggio con il bottino più ricco possibile. Ho assistito così all'enesima lezione di riutilizzo di oggetti che mi danno quotidianamente le strade di questa città. Ovunque, si vedono uomini e donne intenti a trafficare "scarti" animati dalla convinzione che la durata di un oggetto sia legata alla vita utile del materiale di cui è fatto più che dalla funzione per cui è stato creato.














In cerca di una bicicletta, sempre scortato dall'amico Hristu, mi sono ritrovato a chiaccherare in italiano con un cinquantenne bulgaro proprietario di una ciclofficina, vissuto per tre inverni a Bergamo negli anni novanta.
La bicicletta qui è un bene di lusso; ha fatto più viaggi in Italia con il suo camioncino per comprarne quante più riuscisse a caricarne (sicuramente con l'aiuto di qualche smontatore Rom) per poi rivenderle qui. Non ho ancora preso una decisione definitiva riguardo al fatto di avere un mio ciclomezzo (le bufere siberiane sono alle porte), nonostante il capofficina si sia dimostrato disponibile a riprenderselo, ridandomi una parte del prezzo d'acquisto, nel giorno in cui sarei ritornato definitivamente in Italia.
Lo stesso commercio tra Italia e Bulgaria avviene per le macchine. Le strade trafficatissime sono una passerella di tutte quelle automobili che da noi si vedevano quindici-vent'anni fa e divorano marciapiedi e asfalto in ogni angolo della città, lanciando segnali di fumo nero e denso che nel nostro Paese stiamo cercando di eliminare.
Domenica scampagnata di dieci persone e tre macchine(i conti non tornano) alle rovine della fortezza di Diocleziano (ingresso gratis) a un'ora di macchina da Varna. Con una bottiglia di birra locale da due litri sotto braccio (che mi sono trascinato per l'intera giornata, bevendone da solo quanta più ne potevo per diminuirne il peso, poichè i momcheta erano pieni di vodka dalla sera precedente), ho dominato per un pomeriggio come il nostro grande imperatore l'intera regione, fino al tramonto.


Durante la settimana una serata in solitaria al Teatro dell'Opera di Varna dove davano il balletto classico Cinderella del musicista e compositore sovietico Prokof'ev. Pronto ad assumere un atteggiamento composto e formale mi sono dovuto ricredere nel momento in cui ho messo piede in platea (studenti 5 leva ): una marea di bambine che saltavano da una poltrona all'altra ansiose di poter applaudire la loro principessa. E così è stato: ogniqualvolta Cinderella compariva sul palcoscenico erano urla di approvazione e sorpresa. Lascio all'immaginazione di ognuno la ricostruzione degli eventi sesseguitisi durante il gran ballo con il principe...
E la confusione è proseguita anche  fuori dal teatro, dopo lo spettacolo. Lungo la strada che mi riconduceva a casa, circondato da aspiranti ballerine che, ancora in preda all'eccitazione suscitata in loro dalla favola, volteggiavano e zompavano confusamente.
E' sì, nonostante l'enorme divario che separa, in termini di benessere economico, il Bel Paese da queste terre, qui la gente usa la propria città. Le strade pullulano di vita: suonatori zigani, vecchine che cercano di arrotondare la pensione lavorando all'uncinetto, vecchietti che vendono i prodotti della loro terra, qualche verdura, miele e marmellate, Rom che si improvvisano venditori esponendo oggetti recuperati da chissà dove, bambinetti che affollano i rami degli alberi nei parchi, viandanti che riposano innoquamente sulle panchine presenti ovunque in città, venditori di fiori che colorano i piani terra dei tipici palzzoni grigio cemento, ...

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